Consolati chiusi, istituzioni governative reticenti ad informare le collettività, il coronavirus che continua a mietere vittime: la democrazia italiana si sta disfacendo sotto i colpi di maglio di una classe politica che dovrebbe invece proteggerla e potenziarla.

Il riformismo a cui si richiamano i legislatori che intendono smantellare l’impianto costituzionale senza dargli un minimo di organicità, è in realtà un gioco sporco della peggiore partitocrazia che cerca di ingannare i cittadini inventandosi regole che invece di modernizzare e di rendere la Costituzione adeguata alle esigenze dei tempi, escogitano di tanto in tanto balordi e pericolosi marchingegni tentando di legittimarli come proditori attacchi allo smantellamento della casta. Il Movimento Cinque Stelle e buona parte del Pd di Zingaretti sono le avanguardie di questo scellerato progetto.

L’ultimo espediente, con la complicità di gran parte dell’arco parlamentare, tranne alcuni onesti dissidenti, che hanno messo in cantiere riguarda, come è noto, la considerevole riduzione dei parlamentari, occhieggiando all’opinione pubblica per ottenerne la complicità e così mondarsi la coscienza portando a compimento un’operazione che ha il solo scopo di sottrarre all’elettorato la possibilità di scegliere, in un vasto ambito, ed in piena libertà, i suoi rappresentanti in Parlamento. Se dovesse passare questo sciagurato referendum un deputato per essere eletto all’estero avrebbe bisogno di 530mila voti, un senatore di circa 1.600.000 preferenze… Quindi, nonostante i problemi legati alla pandemia che soprattutto in America Latina sta mietendo decine di migliaia di vittime e di contagiati il referendum sul taglio dei parlamentari si svolgerà regolarmente.

Il governo non ha preso in considerazione nessun rinvio. Ma il risultato sarà falsato, lo stanno denunciando moltissimi parlamentari, politici, membri del Cgie e dei Comites….

Cosa ne pensa il sottosegretario agli esteri e presidente del Maie Ricardo Merlo?

“Il Parlamento ha deciso di fare il referendum, malgrado la diffusione della pandemia, sì, è vero. – ha ammesso – Ma considerate le attuali condizioni, noi come governo e la Farnesina in particolare, stiamo facendo del nostro meglio, per mettere in condizione di votare tutti coloro che ne hanno diritto. Anzi approfitto immediatamente caro Direttore, se me lo consente, per comunicare la mia email istituzionale ricardo.merlo@senato.it: può scrivermi chiunque abbia bisogno di chiarimenti sul voto o anche chi semplicemente desiderasse farmi delle segnalazioni. Con il mio staff di collaboratori siamo a disposizione degli italiani all’estero, ovunque essi siano nel mondo.

Lo ha confermato proprio lei nei giorni scorsi: molti consolati sono chiusi o lavorano a scartamento ridotto non sarà quindi un voto regolare…

“Purtroppo questa è la conseguenza dell’emergenza coronavirus. La pandemia ha colpito molto duramente in particolare alcune zone del mondo, come gli Stati Uniti e alcuni Paesi dell’America Latina. Nelle scorse settimane alcune sedi diplomatico-consolari hanno avuto casi di covid19 e sono state costrette a chiudere, ma molte hanno già riaperto. Ad oggi sono chiuse per covid le Ambasciate d’Italia a Brasilia, Brasile, Lisbona, Portogallo, e Podgorica, in Montenegro. Le sedi che lavorano in maniera ridotta in ogni caso stanno facendo del proprio meglio per continuare ad offrire ai connazionali i servizi che richiedono, compatibilmente con la situazione di emergenza, un’emergenza mai vissuta prima e che sta mettendo a dura prova l’intera rete consolare.

Ma non ha risposto alla mia domanda: questo per lei significa che voto all’estero sarà regolare?

Ci auguriamo di sì, ripeto, la Farnesina sta facendo il massimo, con la sua macchina organizzativa, per consentire agli italiani all’estero di poter esprimere il proprio voto in occasione del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. In diversi Paesi i plichi elettorali sono già arrivati o stanno arrivando; dove non sono ancora stati consegnati, lo saranno già nei prossimi giorni. Personalmente sono convinto che il meccanismo elettorale con cui votano gli italiani nel mondo vada riformato e da sempre mi batto in questo senso. Come lei sa, direttore, per portare avanti delle riforme ci vuole la volontà politica della maggioranza in Parlamento. Mi auguro che il voto all’estero possa essere messo in sicurezza già in occasione delle prossime Politiche, se non delle prossime elezioni Comites. Ce lo chiedono gli italiani all’estero, è un tema a cui dobbiamo trovare soluzioni adeguate. Concludo riprendendo e facendo mie le parole che furono dell’indimenticabile Mirko Tremaglia: cari connazionali, votate come volete, ma votate. Buon voto a tutti.

MIMMO PORPIGLIA

FONTE: GENTE D’ITALIA